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MAURA BLOOM - BAMBOLOTTO: un ribaltamento che costringe a pensare

Updated: Feb 3

Maura Bloom ha portato in scena, nei teatri italiani, Bambolotto, uno spettacolo che usa la satira come strumento chirurgico: fa ridere, sì, ma soprattutto incide. E ciò che resta, una volta passata la risata, è una sensazione sottile di disagio. Quella che nasce quando l’ironia smette di essere solo intrattenimento e diventa rivelazione.



Maura costruisce un vero e proprio metaverso teatrale, governato da ciò che lei stessa definisce "vaginarcato": un mondo immaginario che ribalta il patriarcato, invertendo ruoli, linguaggi, dinamiche di potere e aspettative sociali. Le donne occupano lo spazio che storicamente è stato maschile, mentre gli uomini ne assumono il ruolo subordinato. Il risultato non è una semplice provocazione, ma un dispositivo narrativo efficace che mette a nudo, con precisione satirica, le asimmetrie di genere ancora profondamente radicate nella nostra società.

Le scene di vita quotidiana raccontate “al contrario”, funzionano come uno specchio deformante: ciò che appare assurdo o grottesco sul palco è, in realtà, tragicamente familiare nella vita reale. Ed è qui che lo spettacolo colpisce più forte. Il pubblico ride, ma spesso si ferma a metà. In sala si avverte quella risata amara, quasi colpevole, che nasce quando si riconosce una verità scomoda sotto la gag.


In Bambolotto non c’è volontà di dividere, né di alimentare un conflitto sterile tra uomini e donne. Al contrario, Maura Bloom invita a sospendere il giudizio, ad ascoltare, a farsi domande. Il suo non è un attacco, ma un invito a cambiare prospettiva.

Il patriarcato viene raccontato non come un concetto astratto, ma come un sistema che influenza le scelte quotidiane, i ruoli imposti, le decisioni di vita (soprattutto quelle delle donne) spesso ancora subordinate a un’autorità maschile normalizzata.


La forza dello spettacolo sta nel suo tono: pacifico ma incisivo.


L’ironia e il sarcasmo non alleggeriscono il tema, lo rendono accessibile. Blum riesce a parlare di potere, disuguaglianza e identità senza mai cadere nella predica, lasciando allo spettatore lo spazio e la responsabilità della riflessione.


Bambolotto è uno spettacolo che non chiede di schierarsi, ma di guardare meglio. Di osservare il mondo da un’angolazione diversa e chiedersi quanto di quel “mondo al contrario” sia poi così distante dalla realtà in cui viviamo.


Un’ora di risate trattenute, domande aperte e consapevolezze che restano.

E' forse proprio questo il segno del teatro che funziona davvero. Fotografie di Greta Larosa

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