LA WILD MIND DI OGGI:GIUSY TISO (MALITA CHOUL)
- wildmindmagazine

- Nov 28, 2025
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Chi è Malita Choul, la creator che ha conquistato il web con ironia e sincerità
Nel panorama digitale italiano, dove le tendenze corrono veloci e la viralità spesso dura lo spazio di un respiro, c’è una figura che sfugge alle categorie facili e che sta conquistando un pubblico sempre più ampio grazie a un approccio radicalmente diverso: Giusy Tiso, meglio conosciuta come Malita Choul. Un’artista che non vive la contemporaneità come un contenitore da riempire, ma come un terreno fertile dove far convivere linguaggi lontani come il canto lirico, la recitazione, la comicità e la performance digitale; senza mai perdere autenticità.

La sua storia parte da Ariano Irpino, dove nasce il 20 maggio 1992. A soli 14 anni entra nella band Silent Grave e incide l’album Chrysalis: un esordio che già lascia intuire una personalità curiosa, sperimentale, refrattaria alle etichette.
Il percorso accademico la porta poi a un diploma in canto lirico al Conservatorio di Campobasso, coronato da certificazioni vocali avanzate che evidenziano una padronanza tecnica rara. È qui che Giusy costruisce le fondamenta della sua sensibilità artistica.
Hai intrecciato mondi che, a prima vista, sembrano lontanissimi: teatro, canto lirico e social media. Qual è stato il processo interiore che ti ha portata a farli convivere?
Mi è sempre piaciuto mescolare forme artistiche diverse. Credo sia uno dei modi più efficaci per creare qualcosa di nuovo: far dialogare più linguaggi. È un po’ come faceva Mozart, che riuniva nelle sue opere tutte le forme musicali dell’epoca. Quel modo di fare arte mi ha sempre affascinata.

La sua ascesa su Instagram è stata esponenziale. Nel giro di pochi mesi, Malita Choul diventa un fenomeno virale con i suoi contenuti super originali, un mix irresistibile di ironia intelligente, osservazione acuta della realtà e un talento naturale nel parlare di emozioni e insicurezze senza retorica né pesantezza.
Come sei arrivata a scegliere di portare la tua arte sui social invece di seguire un percorso strettamente accademico?
Credo di non essere fatta per concorsi e audizioni. Non so se sia codardia, paura di fallire o ansia. Forse è semplicemente un mix delle tre.
Sei riuscita a trasformare un argomento tradizionalmente scolastico come la dizione in contenuti divertenti e coinvolgenti. Qual è stato, secondo te, l’elemento chiave che ti ha permesso di catturare l’attenzione del pubblico?
Aver inserito la “pillola di dizione” all’interno di un contesto narrativo. La parola del giorno è diventata un pretesto per creare un mondo abitato da vari personaggi. Il pubblico si affeziona a loro e, allo stesso tempo, è incuriosito dalla parola che ogni volta propongo.
Che rapporto hai con i social?
Da adolescente amavo YouTube. Ora detesto praticamente qualsiasi social. L’idea di dover produrre contenuti senza sosta mi prosciuga. All’inizio ero entusiasta: lo vedevo come un modo per esibirmi in assenza di un palcoscenico. Ma mi rendo conto che non è la stessa cosa.
“Maurissio” è lo spettacolo teatrale che porti sul palco, prodotto da Becomedy Uk in collaborazione con Altrascena. Quando hai iniziato la tua carriera sui social, avevi già l’intenzione di creare un futuro spettacolo che raccogliesse tutta la tua arte, oppure è nato tutto spontaneamente?
Sì, l’idea era proprio quella di esibirmi su un palcoscenico vero. Prima dei social mi esibivo già con piccole compagnie teatrali, da sola o in formazioni di musica da camera.
Cosa ti ha spinta a creare “Maurissio”?
La voglia di tornare sul palco, unire ciò che so fare e riportarlo nella vita reale. Ho bisogno del pubblico: sentirlo, capire le sue reazioni, incontrare persone e guardarle negli occhi.
Cosa speri che lo spettatore porti a casa dopo aver visto “Maurissio”?
Spero provi leggerezza, un momento di respiro, ma anche uno spunto di riflessione sulla condizione dell’artista contemporaneo, sui suoi sogni e sulle collisioni con la realtà. Un tema che, in fondo, riguarda ogni lavoro.
Ci sono stati momenti della tua carriera in cui hai dubitato di farcela? Come hai trovato la forza per andare avanti?
Sempre, ancora oggi. Ho avuto tanti alti e tanti bassi, forse più bassi che alti. Sono molto autocritica e tendo a buttarmi giù facilmente. Sto lavorando per non essere la mia peggior nemica. Sperimentare mi ha aiutato a non fossilizzarmi e a trovare nuove strade, più stimolanti e forse più adatte a me.
C’è una frase che è diventata il tuo fuoco personale?
Una frase che mi ha aiutata molto nell’ultimo anno è: La motivazione va e viene, non puoi farci affidamento. Sii costante anche quando non sei motivata.









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